SOMMARIO
Anno V
Numero 1
Febbraio 2015
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ARCHIVIO
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L'equitazione da campagna e internet
di Barbara Hoffman
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All’inizio
del secolo passato, l’equitazione “da campagna “ era
militare, molti pensano alla campagna agricola mentre per il termine
sott’inteso era “ campagna militare”, nella
cavalleria gli ufficiali si cimentavano in coraggiosi concorsi ippici,
ma quando si era in azione gli squadroni dovevano affrontare il terreno
così come lo trovavano
Caprilli l’aveva capito benissimo e l’embrione
dell’equitazione odierna nasce dalla sua intuizione, Caprilli
aveva notato che nella caccia alla volpe gli ufficiali di cavalleria
erano secondi ai civili e cominciò da lì.
Lavoro lungo , ostacolato e arduo ma che diede ufficiali tra i migliori
del “mondo” (nell’equitazione) che comandavano
Reggimenti meravigliosi, “Novara” e “ Savoia”
per far due nomi conosciuti
Alla fine del secolo passato la cavalleria non esisteva più e
l’equitazione da campagna divenne turismo equestre, il mondo del
cavallo si apriva timidamente al mondo borghese, ma la scuola era
sempre quella militare, insegnata da istruttori che si erano formati
nell’esercito
Man mano che questi maestri morivano erano sostituiti da nuovi e avanti così.
Ora con il dilagare di internet tutti son diventati maestri del “nulla” ma maestri,
tutti pubblicano video, elargiscono consigli, tutti si son messi a spiegare, spiegazioni gratis e a tutto volume
ai miei tempi i maestri si pagavano con giusto denaro e con il
rispetto, ora i maestri fasulli pagherebbero loro la platea pur di
farsi ascoltare.
Parlo dell’andare a cavallo per diporto ( il termine di equitazione non è più inteso come arte).
Ho visto persone che vanno a cavallo da un minuto parlare alla pari con
cavalieri che hanno passato una vita in sella, ho visto con i miei
occhi persone che hanno bivaccato due notti nell’intera vita
parlare alla pari con Paola che ha passato più notti , il suo
cavallo sotto il telo che nel suo letto
Nel vedere i video inseriti in rete. leggere i commenti
ovviamente non tutti, si nota la voglia d’apparire mettendo in
vista prodezze di dubbio valore, ma quello che mi stupisce un po’
e che nuocciono a chi li pubblica senza vergogna alcuna.
In sintesi
Il professionista viene pagato per essere ascoltato
L’appassionato paga lui per far vedere le sue prestazioni
La piaga degli appassionati e opinionisti ha ridotto la cultura nello
stato attuale, tutti dicono tutto e nessuno viene ascoltato, tutti
cercano Potere e nessuno effettivamente l’Ha
Mauroferraris
Ps
Esistono arguti lestofanti che si spacciano per professionisti e hanno
seguito turlupinando gente che ama farsi turlupinare, peccato che tra i
molti ci sono persone, poche ma innocenti che vengono immolate senza
essere colpevoli
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