SOMMARIO
Anno V
Numero 1
Febbraio 2015
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ARCHIVIO
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La rivolta del Nord Ovest.
Seconda Parte
di Pier Vittorio Stefanone
POUNDMAKER CAPO DEI CREE DEL CANADA 
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Mario Monti, scomparso nel 1999, fu direttore della Casa Editrice
Longanesi & C per ben ventitrè anni e fu l’autore del
libro “Passarono di qui. Duecento anni di vita e guerre degli
indiani d'America” nel quale si racconta la storia della lunga e
caparbia lotta delle tribù indiane del Nord America per
costituire una confederazione di genti in grado di intervenire con
autorità e con una voce sola e potente a salvaguardia dei propri
diritti e della propria cultura minacciati entrambi dalla crudele
aggressione e dalle mire colonialistiche dei bianchi. Tra i numerosi
protagonisti di quei tempi che rivivono tra le pagine del suo lavoro
compare Poundmaker capo dei Cree del Canada, tratto dal saggio di Norma
Sluman del 1967, che rappresentò per Monti un personaggio
in grado, unitamente a Joshua Kelso (uno scout
bianco protagonista del romanzo a sfondo storico di Clay Fischer
“Yellow Hair” del 1973), di collegare i diversi avvenimenti
tra loro cercando di spiegarne il vero significato. Affiora una
grande verità tra le righe scritte da Monti: alla civiltà
dei colonizzatori bianchi nella sua ansiosa corsa per il progresso e la
crescita economica, presto sarebbero occorsi insegnamenti e pratiche di
altre del passato, anche di quelle che aveva cercato di cancellare per
sempre.
E perciò il nemico, nelle parole di Toro Seduto, prende le
sembianze di chi compie un sacrilegio in nome del produttivismo (1):
«Per strano che sembri, questi uomini hanno una mente che li
porta a far fruttare il suolo, e l’amore per il possesso è
per loro una malattia. Pretendono che la nostra madre, la terra, sia
stata fatta per loro uso e consumo e tengono lontani i vicini con i
recinti, e la offendono erigendo edifici e lordandola con i
rifiuti».
Così la storia dei Nativi americani si traduce in due elementi
principali: l’incontro con la civiltà dei bianchi e la
proprietà della terra.
Le righe che seguono cercheranno d’illustrare la vita del capo
Cree Poundmaker, alleato di Louis Riel nella lotta contro il governo di
Sua Maestà Britannica in Canada.
Pîhtokahanapiwiyin, meglio conosciuto come Poundmaker, nacque
nella regione di Rupert, vicino all’odierna Battleford
intorno al 1842 da Sikakwayan, un uomo di medicina Assiniboine e da una
donna Cree di sangue misto, sorella del capo Mistawasis. Dopo la morte
dei suoi genitori, Poundmaker, suo fratello Bikky e sua sorella minore
furono allevati dalla Comunità di Cree della loro madre, guidati
dal capo Wuttunee, più tardi conosciuta come la Banda di Fagiano
Rosso.
Nel 1873, quale giovane adulto, Poundmaker fu adottato da Crowfoot,
capo Blackfoot creando, di conseguenza, legami familiari tra le
due Nazioni di Nativi: Blackfoot e Cree.
Questa fu una felice mossa diplomatica in quanto riuscì ad
arrestare la lotta tra le due tribù per il monopolio della
caccia al bufalo che diveniva sempre più scarso.
Poundmaker ebbe il suo nome dalla sua abilità nella costruzione
e nell’utilizzazione dei recinti destinati alla caccia al
bisonte.
Un pound per bisonti aveva l’aspetto di un enorme recinto con
pareti coperte di foglie di spessi cespugli. Le mandrie di bufali,
spinte dai cacciatori, si introducevano in questa specie di trappola.
La tradizione orale pellerossa narra che Pîhtokahanapiwiyin,
aiutato dagli spiriti e accompagnandosi con un tamburo, usasse una
speciale canzone per adescare i bufali che entravano docili nel pound
che egli stesso aveva costruito. Questo suo potere gli fece guadagnare
il nome Pîhtokahanapiwiyin, “Colui che siede sul recinto
dei bufali” (2).
Per comprendere meglio l’operato di questo personaggio occorre, a
questo punto, considerare quello che comportò per i Nativi
Pellerossa la firma del Treaty Six, un trattato stipulato a Fort
Carlton, Fort Pitt e a Battle River, tra il monarca inglese e i
Cree delle Pianure e delle Foreste, gli Assiniboine e altre
tribù, che comprendeva una porzione di territorio indiano
rappresentato oggi da una vasta zona centrale compresa nelle province
di Saskatchewan e Alberta. L’apposizione delle firme su questo
trattato iniziò nell’agosto 1876 e si protrasse sino al
1898.
Le motivazioni che spinsero quelle tribù all’accordo con
gli Inglesi furono di duplice natura: innanzi tutto il bufalo, la
principale fonte di sostentamento per il popolo delle Pianure, stava
scomparendo ad un ritmo allarmante e, come se non bastasse,
un’epidemia di vaiolo aveva colpito quel territorio facendo molte
vittime tra i Cree.
Per queste ragioni le tribù Cree della Pianure e della Foresta,
unitamente a tutti gli altri Nativi che popolavano quell’area,
dichiararono di cedere, rilasciare e rendere al governo del
Dominion del Canada, per sua Maestà la regina e suoi successori
per sempre, tutti i loro diritti, titoli e privilegi di qualsiasi tipo.
In cambio alcune di quelle zone sarebbero state considerate riserve,
cioè territori protetti dall’invasione dei coloni bianchi.
Queste terre potevano comunque essere acquisite o vendute dal governo
di Sua Maestà, ma solo con il consenso dei Nativi e con
compensazione.
Il governo si impegnava inoltre ad aprire scuole per i giovani
nativi e a limitare in quei territori il commercio di alcoolici.
Ogni famiglia di Nativi composta di cinque membri avrebbe ricevuto, ai
sensi del trattato, quasi dodici Km² di terra ( 128 acri a
persona) che avrebbero potuto rivendere al governo per compensazione.
Inoltre il governo del Dominion del Canada si impegnava a versare a
ciascun membro dodici dollari canadesi e altri cinque dollari annui.
Ogni tribù avrebbe percepito la somma di millecinquecento
dollari per la pesca e per la caccia, nonché tutta una serie di
attrezzi agricoli, dalle zappe ai semi e il capo avrebbe ricevuto un
salario di venticinque dollari l’anno, un cavallo e un carro.
Un altro termine del trattato si riferiva alla garanzia
d’assistenza in caso di carestia o di pestilenza: in altre parole
il nativo rimaneva completamente alla mercé del governo per
ciò che riguardava le cure mediche ed il supporto logistico.
Pare inutile aggiungere che la maggior parte di questi termini non furono mantenuti dal governo canadese.
Poundmaker, dopo la firma del Treaty Six, divenne capo di
centoottantadue Cree della Pianura, che si stabilirono in una riserva
di circa quaranta miglia a ovest di Battleford.
Ben presto si affermò quale arguto oratore ed argomentò
contro il fallimento del governo federale che non aveva ottemperato
agli impegni assunti: non era stato dimostrato alcun rispetto per il
suo popolo e le disposizioni emanate da Ottawa in tempi di carestia gli
parevano insufficienti.
I fatti che seguono si collocano nel bel mezzo della rivolta dei Meticci di Louis Riel.
La tradizione orale dei Nativi asserisce che Poundmaker si recò
a Battleford per parlare con l’agente indiano Rae, riaffermare la
sua lealtà alla regina dopo un caso di omicidio avvenuto presso
la riserva di Mosquito.
Tuttavia la popolazione di Battleford ed alcuni coloni delle zone
circostanti prestarono credito a voci secondo le quali numerose bande
di Cree ed Assiniboine avrebbero lasciato le riserve dirigendosi verso
Battleford e temettero per la propria sicurezza. Così, durante
la notte del 30 marzo 1885 gli abitanti di Battleford iniziarono ad
evacuare la città cercando rifugio presso le Giubbe Rosse
stanziate a Fort Battleford.
Quando Poundmaker, con alcuni membri della sua banda e membri di
bande vicine, arrivò al villaggio lo trovò praticamente
deserto: l’agente indiano si rifiutò di uscire dal forte
per incontrarlo e temporeggiò per ben due giorni, durante i
quali furono inviati telegrammi in tutte le direzioni nella convinzione
di dover fronteggiare un prossimo attacco da parte dei Pellerossa.
Fu Peter Ballantyne che, uscito dal forte, spiò le mosse di
Poundmaker e ritenne pacifiche le sue intenzioni, ma i Nativi, stanchi
dell’attesa, decisero di rifornirsi da soli di tutto
ciò che abbisognavano.
Si parlò del saccheggio degli edifici abbandonati della
città ma è controversa l’identità dei
saccheggiatori: alcuni rapporti asseriscono che la
responsabilità fu dei guerrieri di Poundmaker, mentre un
osservatore testimoniò che gran parte del saccheggio era stato
messo in atto dai bianchi. Dai resoconti dei Nativi, tramandati
oralmente, si evince che il saccheggio fu compiuto effettivamente
da gente Nakoda e che Poundmaker cercò d’opporsi.
Le bande di Cree lasciarono Battleford il giorno successivo.
Il governo canadese ritenne che quell’atto fosse un segno di
aperta rivolta e ordinò al tenente colonnello William Otter di
inseguire Poundmaker e i suoi seguaci Cree, che si erano accampati a
Cut Knife Creek, con un contingente di trecentoventicinque soldati
appartenenti alla North West Field Force. Di costoro soltanto cinquanta
erano a cavallo, gli altri erano ammassati su quarantotto carri, vi
erano poi due pezzi d’artiglieria ad avancarica e una
mitragliatrice Gatling.
Dopo una marcia di trentacinque miglia sotto una pioggia gelida,
una notte trascorsa all’aperto e senza potersi riposare, la
colonna raggiunse il 2 maggio Cut Knife Creek, la collina che dominava
l’accampamento dei Cree.
I Nativi, nascosti tra le gole coperte da una fitta boscaglia che
attraversavano la collina, iniziarono a sparare contro i soldati di
Otter che si trovavano allo scoperto sulla sommità della collina.
I cannoni, con la loro opera di demolizione, si dimostrarono
inizialmente d’una certa utilità mentre la mitragliatrice
Gatling si dimostrò inefficace sia per il suo limitato raggio
d’azione sia per la difficoltà di poter essere manovrata
contro un avversario che non aveva alcuna intenzione di uscire dai suoi
ripari. A mezzogiorno, considerata la posizione esposta e tatticamente
infelice in cui si erano trovati i suoi uomini e con il ricordo ancora
vivo del disastro occorso a Custer solo nove anni prima, il tenente
colonnello Otter ordinò ai suoi uomini di ripiegare, sotto il
fuoco nemico. La sua ritirata fu coperta dalla mitragliatrice Gatling
che costrinse i Cree a restare a distanza di sicurezza. Poundmaker
fermò i suoi guerrieri per evitare ulteriore spargimento di
sangue: in questa azione Otter perse otto uomini e sei Nativi rimasero
sul terreno.
Il 12 maggio 1885 Poundmaker venne a conoscenza della sconfitta di Riel
a Batoche e decise di arrendersi alle truppe del generale Dobson
Middleton che lo imprigionarono immediatamente.
La notizia della resa di Poundmaker fece il giro del momdo e fu ripresa
anche dalla Gazzetta ufficiale del Regno d’Italia, anno 1885 Roma
giovedì 28 maggio n°124, che scrisse:
Si telegrafa da Filadelfia, 24 maggio, al Times che il generale
Middleton ha mandato il capo degli insorti, Riel, sotto buona scorta, a
Regina, dove sarà incarcerato, in attesa del suo processo. Un
telegramma da Battleford dice che l'altro capo del ribelli, Poundmaker,
avendo avuto notizia della disfatta di Riel, ha proposto di arrendersi.
Il padre Cochin, con 25 altre persone catturate recentemente dagli
indiani, è venuto a Battleford con una lettera di Poundmaker, il
quale domanda quali sarebbero i patti della resa. Poundmaker ha inviato
pure dei messaggeri con una offerta consimile dal generale Middleton.
Poundmaker tiene ancora alcune donne e fanciulli come ostaggi. Alla
partenza del prete Cochin esso si trovava in una forte posizione sul
lago Lizard, 50 miglia da Battleford, con 700 guerrieri. Nel suo campo
si trovano oltre 1500 persone. Il colonnello Oster rimandò il
prete Cochin con una lettera, nella quale è detto che Poundmaker
deve negoziare col generale Mlddleton, e che intanto debbano cessare le
ostilità. Se, aggiunge il telegramma del Times, questi negoziati
riescono, la guerra cogli indiani del nord-ovest avrà
probabilmente un termine, perché Paltro capo dei ribelli,
Big-Bear (3), non sarà più in grado di sostenere la lotta
da solo. Considerevoli quantità di armi e munizioni arrivano a
Quebec per i sogni del nord-ovest, e vengono accumulate nella
cittadella. Riel, che è già arrivato a Regina,
sarà processato per alto tradimento, a tenore dello statuto di
Eduardo III, e sarà difeso a spese dei canadesi d'origine
francese di Quebec.
Il capo Cree fu processato a Regina e condannato per tradimento a tre
anni di detenzione nel penitenziario di Stony Mountain (Manitoba) dove,
per non incorrere nelle ire del suo potente genitore adottivo, il capo
Crowfoot, i carcerieri evitarono di tagliargli i capelli: cosa che
sarebbe stata interpretata dai Nativi come un atto di scalping.
Durante il suo processo ebbe a dire: "Nulla di tutto ciò che
è stato detto di male contro di me quest'estate è vero...
Se avessi voluto la guerra ora non sarei qui: sarei nella prateria. Voi
non mi avete catturato: sono io che ho rinunciato a me stesso e ora voi
mi avete perché io volevo giustizia” .
Senz’altro la condanna a soli tre anni di detenzione per il
reato di tradimento consumato partecipando alla ribellione del
Nord-Ovest lasciò insoddisfatta una larga fascia della
popolazione anglofona canadese: basti pensare che per la stessa
imputazione Louis Riel era stato condannato all’impiccagione!
Secondo monsignor Antoine d’Eschambault, presidente della
Società Storica San Bonifacio, Poundmaker fu sottratto alla
forca e condannato a pochi anni di reclusione grazie a pressioni
esercitate su sir John A. MacDonald (4).
A questo proposito occorre ricordare che Poundmaker contava conoscenze
importanti, come ad esempio quella di John George Edward Douglas
Sutherland Campbell marchese di Lorne e duca di Algyll (5),
governatore generale del Canada, che aveva accompagnato nel 1881 in un
tour da Battleford a Blackfoot Crossing.
Durante il periodo trascorso in carcere Poundmaker e un gruppo
considerevole di prigionieri Pellerossa furono battezzati
dall’arcivescovo Alexandre Tache: il capo Cree
Pîhtokahanapiwiyin cambiò il suo nome in quello di
Alexandre. Questo evento è riportato con inchiostro rosso su una
pagina del registro della contabilità generale del carcere dal
cappellano padre Gabriel Cloutier.
Dopo circa sette mesi Poudmaker fu rimesso in libertà date le
sue cattive condizioni di salute e il 4 luglio 1886, mentre era in
visita da capo Crowfoot nei pressi di Calgary, venne colto da
un’emorragia polmonare che l’uccise a quarantaquattro anni.
Fu sepolto a Blackfoot Crossing vicino Gleichen, Alberta, ma le sue
spoglie vennero riesumate nel 1967 e seppellite nella riserva di
Poundmaker, Saskatchewan.
NOTE
(1) produttivismo: Orientamento di politica economica che tende a
incrementare la produttività mediante un razionale sfruttamento
di nuove tecniche di produzione e di distribuzione
(2) Il nome Cree di Poundmaker originò diverse interpretazioni:
Pe-to-ka-on-ape-wi-yin, che secondo una notazione in francese accanto
al nome significa "colui che siede al cancello del parco, o recinto o
libbra". A questa conclusione si è giunti con l’aiuto di
diversi studiosi di lingua Cree, compreso il ven. arcidiacono R. B.
Horsfield di Pilot Mound, il quale asserì che il nome Cree di
Poundmaker doveva essere "U-pi-tu-ka-in-ap-i-wi-yi" mentre la signora
A. N. Welton di North Battleford disse che era
"Oo-peeth-to-kah-han-up-pie-we-yun." Questi nomi sono poi stati
confrontati con quello pubblicato da Alexander Morris, nel suo lavoro
“Treaties With The Indians” , dove appare come
"Oo-pee-too-kerah-han-ap-ee-wee-yin" e infine con altri documenti
rinvenuti presso il penitenziario di Stony Mountain nei quali viene
tr5ascritto come "Pi-to-cah-ow-a-pi-win." Canon Edward Ahenakew ha
confermato le prove: «Io sono imparentato con Poundmaker: mia
nonna era sua sorella” e ha aggiunto: "Oo-pe-a", significa
'movimento verso' e Ap-ee-noi-yun, 'chi siede'; così il nome
Cree di Poundmaker dovrebbe essere tradotto come “colui che si
siede nel recinto dei bufali che stanno venendo”.
(3) Big-Bear (Mistahimaskwa), Grande Orso (c.1825 – 17 gennaio
1888[1]) era un capo Cree coinvolto nella ribellione del nord-ovest, fu
catturato e imprigionato.
(4)John Alexander Macdonald, più noto con l'abbreviazione John
A. Macdonald (Glasgow, 10 gennaio 1815 – Ottawa, 6 gennaio 1891),
è stato un politico canadese. Fu il 1° Primo ministro del
Canada dal 1 luglio 1867 al 5 novembre 1873.
(5) John Douglas Sutherland Campbell (Londra, 5 agosto 1845 –
Londra, 2 maggio 1914) Il 21 marzo 1871 sposò la principessa
Luisa di Sassonia-Coburgo-Gotha, figlia quartogenita della regina
Vittoria del Regno Unito e del principe Alberto di
Sassonia-Coburgo-Gotha. Questo matrimonio contribuì notevolmente
alla sua carriera futura e poco dopo, infatti, egli venne nominato
Governatore Generale del Canada. Il matrimonio, soprattutto negli
ultimi anni, non fu felice: si diceva che Lorne fosse bisessuale anche
se non aveva una forte predisposizione all'omosessualità.
Durante la propria occupazione come governatore generale, Campbell
riuscì a ripristinare l'economia canadese e ripose Sir John A.
Macdonald al suo ruolo di Primo Ministro.
BIBLIOGRAFIA
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Ahenakews,” ed. R. M. Buck, Saskatchewan Hist. (Saskatoon), 1964;
2) Cafferky, J.; Hannafin, K.. Scandal &
Betrayal: Shackleton and the Irish Crown Jewels, Collins Press, 2003;
3) Can., Parl., Sessional papers, 1886, XIII, no.52;
4) Cochin L., Reminiscences . . . a veteran
missionary of the Cree Indians and a prisoner in Poundmaker’s
camp in 1885 . . . Battleford, Sask., 1927;
5) Hugh A. Dempsey, “PĪTIKWAHANAPIWĪYIN
(Poundmaker),” in Dictionary of Canadian Biography, vol. 11,
University of Toronto/Université Laval, 2003;
6) Gazzetta ufficiale del Regno d’italia anno 1885 Roma giovedì 28 maggio n°124;
7) Encyclopedia of Saskatchewan, Poundmaker;
8) Jefferson R., Fifty Years on the Saskatchewan, Battleford, 1929;
9) Light, Douglas W. Footprints in the Dust. Turner-Warwick Publications, 1987;
10) Maclean J., Canadian savage folk: the native tribes of Canada ,Toronto, 1896;
11) Mcleod, R.C. (Ed.) (1983). Reminiscenses of a
Bungle by One of the Bunglers: and Two Other Northwest Rebellion
Diaries Edmonton: The University of Alberta Press;
12) Morris, Treaties of Canada with the Indians. W.
H. Williams, Manitoba and the north-west: journal of a trip from
Toronto to the Rocky Mountains . . . Toronto, 1882;
13) Rowse, A.L. Homosexuals In History New York: Macmillan, 1977;
14) Shera J.W., “Poundmaker’s capture of
the wagon train in the Eagle Hills, 1885,” Alberta Hist. Rev.
(Edmonton), 1 (1953);
15) Sluman N., Poundmaker ,Toronto, 1967;
16) Stonechild, Readings in Canadian History, Volume 2;
17) Stonechild, Blair. "An Indian View of the 1885
Uprising" in "Sweet Promises: A Reader on Indian White Relations in
Canada", J.R. Miller (ed);
18) J. & J. A. Venn J. e J. A., Campbell, John
Douglas Sutherland, Marquess of Lorne in Alumni Cantabrigienses,
Cambridge University Press, 1922–1958;
19) Weekes M., Great chiefs and mighty hunters of the western plains . . . Regina, 1947.
 |
Sir John A. Mc Donald
First Prime Minister of Canada
(1867-1873, 1878- 1891) |
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John Douglas Sutherland Campbell
governatore generale del Canada |

Poundmaker
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