Cavalieri,
corazzieri, carabinieri, dragoni, ussari, cavalleggeri, lancieri…
Insomma,
quante specialità ha “il soldato a cavallo”?
Per
addentrarsi in questa parte del mondo del soldato a cavallo moderno
occorre fare qualche accenno schematico ai cambiamenti avvenuti degli
ultimi tre secoli negli Stati nazionali europei.
In
Francia ai tempi dell'Ancien Régime la Cavalleria è costituita da
piccoli reparti aggregati alle grandi Divisioni di Fanteria. Allo
scoppio della Rivoluzione francese, la Cavalleria accusa fortemente
la perdita degli ufficiali, generalmente aristocratici, esperti nelle
discipline del cavallo, che restano in massima parte leali alla
corona.
Per
questo, in quel periodo, la qualità della Cavalleria francese si
abbassa drasticamente.
È
nei successivi venti anni che il genio militare incontrastato di
Napoleone intuisce le nuove potenzialità della Cavalleria e
suddividendola, a seconda dell’impiego, in Cavalleria pesante, di
linea e leggera.
Buonaparte
dà pertanto vita a grandi unità di Cavalleria autonome.
Distacca
quasi tutti i reparti di Cavalleria, aggregata fino a quel tempo alle
Divisioni di Fanteria, e costituisce nuove Divisioni di sola
Cavalleria.
Quindi
non più unità pluriarma. E cambia il rapporto numerico classico tra
fanterie e cavalleria.
La
Cavalleria napoleonica costituisce un quinto della Grande Armée!!
Nel
1806 le Divisioni di Cavalleria francese costituiscono ben 2 Corpi
d'Armata.
In
Russia nel 1812 la Cavalleria francese è costituita da ben 4 Corpi
d'Armata, agli ordini di Murat. La Cavalleria diventa la specialità
militare organizzata più agguerrita al mondo.
Fino
al 1812 resterà invitta in ogni importante scontro a livello
reggimentale.
Ma
il grande organizzatore non si limita a questo: intuisce e
differenzia il ruolo, l’armamento e l’impiego.
La
Cavalleria napoleonica si differenzia in:
-pesante
(corazzieri, carabinieri, gendarmeria a cavallo)
-di
linea (dragoni)
-leggera
(ussari, cacciatori a cavallo e lancieri)

CAVALLERIA
PESANTE
Nelle
unità d’élite che la compongono, i cavalieri sono tutti uomini
robusti, e cavalcature con un'altezza al garrese tra i 155-160 cm. La
Cavalleria pesante fa parte del Corpo di Riserva di Cavalleria; suo
compito è infrangere la linea difensiva nemica, caricare la
Cavalleria avversaria ed inseguirne la Fanteria appena questa
ripiega.
Corazzieri
(Cuirassiers)
Sono
equipaggiati con corazze di circa 3 mm di spessore che pesano 7 kg e
proteggono il torso dai colpi di sciabola; indossano elmi di bronzo e
ferro, con cimiero e pennacchio con lunga criniera nera per
proteggere la nuca. Sono armati di lunghe sciabole, pistole e più
tardi carabine.
Devono
creare panico tra le truppe nemiche con una poderosa massa d'urto
nella carica.
Carabinieri
(Carabiniers-à-Cheval)
Simili
per ruolo e armamento ai Dragoni ma privi di armatura, sono
considerati meno adatti ai combattimenti ravvicinati, nella
confusione della battaglia. Sono solo 2 Reggimenti e sono meno
apprezzati dei Dragoni. Nel 1809, dopo le grosse perdite dovute alle
lance degli Ulani austriaci, vengono equipaggiati anche loro con
corazze.
CAVALLERIA
DI LINEA
È
costituita dai Dragoni (Dragons)
La
cavalleria di linea, come quella pesante, è utilizzata per sfondare
le linee nemiche e permettere alla fanteria di penetrare. I cavalli
hanno un'altezza variabile tra i 153 e i 155 cm.
La
principale forza della Cavalleria di linea, talora considerata parte
della Cavalleria pesante, sono i Dragoni, impiegati per saggiare il
nemico e ricognizione, usi a smontare da cavallo e proseguire il
combattimento a piedi. Versatili, armati di sciabola ma anche pistole
e moschetti (che custodiscono in una tasca degli stivali quando
cavalcavano).
CAVALLERIA
LEGGERA
La
Cavalleria leggera per Napoleone ha un ruolo decisivo nelle sue
battaglie, tanto da dire "senza la Cavalleria, le battaglie sono
senza risultati". Oltre ai compiti di ricognizione e protezione,
di avanguardia e retroguardia, deve coprire la ritirata dell'esercito
ostacolando l'avanzata nemica, o di inseguire i reparti avversari in
rotta per impedire che si riorganizzino. È composta da:
-
Ussari
-
Cacciatori a Cavallo
-
Cavalleggeri (lancieri)
I
cavalli sono alti tra i 149-153 cm. al garrese
La
Cavalleria leggera è integrata nelle Divisioni e nei Corpi di
Fanteria e, contrariamente alla Cavalleria di linea e pesante, non fa
parte di un Corpo di Cavalleria. La Cavalleria leggera della Guardia
comprende un Reggimento di Cavalleggeri Lancieri (detti Lancieri
rossi) e un Reggimento di Cacciatori a cavallo della Guardia.

Cacciatoria a Cavallo della Guardia

Cavalleria leggera francese

Ussaro Francese
Ussari
(Hussards)
Unità
veloce e leggera, «gli occhi e le orecchie» delle truppe
napoleoniche.
Reputati
i migliori cavalieri e spadaccini (beau sabreurs) della Grande Armée.
Le
sfavillanti uniformi ne riflettono la spavalderia.
Sono
impiegati per ricognizione, per mantenere i comandi informati dei
movimenti nemici e impedire al nemico di raccogliere le stesse
informazioni. Armati di sola sciabola e pistole, coraggio temerario,
fino all’estremo.
Cacciatori
a Cavallo (Chasseurs à Cheval)
Cavalleria
leggera identica agli Ussari, nell'armamento e nei compiti, ma
considerata meno elitaria.
L’uniforme
meno sgargiante, consiste di un shakos in uso anche presso la
fanteria (in contrasto con il colbacco tipico degli Ussari), mantelli
e calzoni verdi e stivali corti.
Costituiscono
la maggior parte della cavalleria leggera con 31 reggimenti nel 1811,
6 dei quali non francesi, formati da belgi, svizzeri, polacchi,
italiani e tedeschi.
Lancieri
(Lanciers)
Tra
le più temute forze di cavalleria napoleonica sono i Lancieri
polacchi della Vistola, chiamati anche Ulani.
Soprannominati
Hell's Picadors o Los Diablos Polacos, sono veloci come Ussari, e
versatili come Dragoni.
Armati
di lancia, spade e pistole, la migliore forza per caricare la
fanteria nemica in spazi aperti, dove le lance contrastano le
baionette nemiche. Dopo le guerre napoleoniche, gli Inglesi restano
così impressionati da creare un loro proprio Reggimento di Lancieri.

Lancieri

Cavalleria leggera nelle stampe dell'epoca
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Tutte
le altre Nazioni europee saranno contagiate dalle nuove tecniche e
tattiche napoleoniche, incluso il Regno di Sardegna, e, durante la
Restaurazione che segue, non potranno che adattare le proprie
Cavallerie, più o meno velocemente, a queste innovazioni e
specializzazioni.
Contemporaneamente
l’evoluzione delle armi da fuoco individuali e delle artiglierie
induce grossi cambi di strategia nell’impiego dei reparti montati:
soprattutto aumenta la precisione, la gittata utile e la ripetizione
dei colpi.
LA
CAVALLERIA NORDAMERICANA
Le
prime unità di cavalleria furono create durante la guerra
rivoluzionaria e la guerra del 1812 che, a causa della grande spesa
di mantenimento (un’unità a cavallo costa ed ha molte più
esigenze di una di Fanteria), furono smantellate a guerra finita
senza pertanto sviluppare tradizioni.
Fino
agli anni ’30 dell’800 esistevano milizie temporanee per
ricognizioni nel territorio con obbligo di durata di non più di 90
giorni; solo nel marzo 1833 il Congresso votò per formare un
Reggimento di Dragoni (Dragoons) e solo dopo il 1855 si ebbero unità
chiamate di Cavalleria (armate di revolver Colt Navy).
La
Cavalleria degli Stati Uniti resta una Cavalleria di frontiera e non
di guerra; il cavallo è l’unico mezzo veloce per collegare
avamposti in grandi territori poco densamente popolati; impiegata in
più o meno grandi scaramucce con i nativi o con funzioni di polizia
contro malviventi.
L’impiego
è riconducibile alla Cavalleria leggera e in particolare appunto ai
Dragoni, soldati che si spostano a cavallo, smontano e combattono a
piedi.
L'unità
base della Cavalleria statunitense è lo Squadrone, su due Compagnie,
ognuna di due Plotoni. Due Squadroni formano un Battaglione. Tre
Battaglioni formano un Reggimento forte di circa 1.200 uomini.
La
guerra civile americana, combattuta dall’aprile 1861 al giugno
1865, cambiò le cose. Le due Cavallerie (composte sia da unità
regolari che volontarie) acquisirono molto in tattica e impiego,
eseguirono raid di vaste proporzioni tipiche della guerra di
movimento, alcune volte risolutive (fattore sorpresa) altre volte
arrivando “tardi” dove le fanterie si scontravano. Verso la fine
della guerra la cavalleria dell'Unione era armata con carabine di
nuova invenzione che la base industriale del Sud non poteva
eguagliare, aveva perfezionato
la fondamentale capacità di rimonta dei quadrupedi e migliorata la
veterinaria; ma nonostante ciò entrambi i contendenti continuarono a
utilizzare le sciabole.

gen. Hooker
|

gen Stuart
In
questo primo ventennio del XXI° secolo i nomi delle varie specialità
storiche della Cavalleria (oggi blindata o corazzata) vogliono far
vivere Reggimenti gloriosi del passato. L’impiego della Cavalleria
è cambiato ancora con il cambiare delle armi a disposizione, sempre
più micidiali, che sempre meno lasciano scampo, con l’indispensabile
coordinamento terra-cielo, con la copertura dall’aria e la stretta
relazione con il terreno su cui avvengono le operazioni e prova ne è
la, purtroppo ancora in corso, guerra russo-ucraina.
(anticipazione
dal libro in via di pubblicazione IL CAVALLO MILITARE di Riccardo
Balzarotti-Kämmlein)
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