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Righe ricevute da un padre dopo aver passato una settiamana a cavallo col figlio sulle montagne

E' arrivata questa lettera nella quale Caterina Borrini racconta il suo primo viaggio a cavallo
A cavallo di un Sogno...
Conobbi quell’uomo, che in seguito divenne un grande amico, era l'estate
del ’98.
Immediatamente mi smarrii nel turbinio delle mie emozioni sentendolo parlare
delle sue esperienze di viaggi fatti a cavallo… Ne aveva da raccontare di
avventure Leonardo Dori!
Decisi così di seguirlo in questa esperienza, era arrivato il mio momento,
partivo per il mio primo vero viaggio, La Transappenninica. In quello stesso
anno partimmo dalla provincia di Lucca per arrivare poi in provincia di Modena,
scavalcando l’Appennino.
Ero impaurita, inesperta, e non sapevo cosa mi aspettasse. Anche Amman, il mio
cavallo, era alla sua prima esperienza di viaggio, ma sapevo che non mi avrebbe
delusa… Aveva la mia piena fiducia.
Quanta gente! Rimasi di pietra nel vedere tutti quei cavalieri, eravamo davvero
tanti. M'innamorai subito di quell’ambiente così accogliente, caldo e
rassicurante da renderlo famigliare. Gente di grande esperienza, pura e
genuina.
Mille pensieri si alternavano nella mia mente ma quello che mi aspettava era
ben oltre la mia fantasia... L'ineccepibile organizzazione logistica della
Transappenninica... Inimmaginabile.
Sorprendente come lo staff aveva gestito tutto nei minimi particolari, dal
gradevole comfort dei box per i cavalli fino alle piacevoli serate musicali per
i cavalieri.
Ero carica, l’adrenalina usciva da ogni singolo poro della mia pelle…
Di li a poco giunsero le 8:00 del mattino… Tutti in sella! Mio Dio, che
emozione! ...ricordo bene che salimmo subito in quota, attraversando foreste di
faggi e castagni, percorrendo strettissime mulattiere, consumando Valici e a
volte cavalcando anche per ore attraverso la nebbia ...tutto aveva un
meraviglioso sapore... un sapore chiamato Sogno...
Ero finalmente entrata a far parte di quello che non avrei più abbandonato...il
Mio Mondo.
Tutto era nuovo ai miei occhi: il profondo rispetto che i cavalieri portavano
alle severe regole di sicurezza, editate dalla Transappenninica, suscitava in
me ammirazione ed un incredibile fascino, la tenacia dei responsabili
nell’imporre all’intero gruppo le vitali norme di sicurezza sia per noi che per
i nostri inseparabili amici, compagni, e la fraterna complicità nel vivere
assieme intensi momenti ricchi di emozioni fatte di stupori e di timori.
Continuo a viaggiare con loro, mi permettono ogni volta di crescere, mi
permettono di vivere ogni volta un Sogno...il Mio Sogno. Non smetterò mai di
ringraziare per questo Leonardo Dori e Omero Romualdi. Grazie ragazzi, grazie
di tutto cuore.



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