L’evoluzione del cavallo come erbivoro stretto, ha segnato in
maniera importante le caratteristiche della dentatura di questo animale, in cui
i denti hanno la funzione principale di rendere digeribili gli alimenti,
masticando e macerando la cellulosa.
Le
caratteristiche dei denti del cavallo sono: anisognati ed ipsodonti.
Il
cavallo, a differenza dei carnivori domestici e dell’uomo, per le
caratteristiche dei suoi denti viene definito un ipsodonte: infatti la
"crescita" dei denti si prolunga fino a 20-25 anni, per compensare il
rilevante consumo del dente, impegnato per molte ore al giorno nelle
masticazione di vegetali più o meno abrasivi. Questa peculiarità viene
sfruttata per valutare, in modo abbastanza preciso, l’età dell’animale in
funzione del livello di consumo delle tavole dentari dei denti incisivi.
La
superficie masticatoria dei denti premolari e molari non si presenta
perfettamente orizzontale ma piuttosto con un’inclinazione di circa 20-25 gradi
verso l’interno, con il margine maggiormente acuminato nella porzione linguale
dell’arcata mandibola e in quella labiale dell’arcata mascella. Questa
caratteristica del cavallo, che favorisce la triturazione degli alimenti, viene
definita con il termine anisognatia
ERUZIONE
DEI DENTI
La formula
dei denti decidui del cavallo è: I3-3 C0-0 P3-3 per un totale di 24 denti,
mentre la formula dentaria dei denti permanenti nell’adulto è: I3-3 C1-1 P4-3
M3-3 per un totale di 40 o 42 denti. Nelle femmine i canini sono di solito
assenti o molto piccoli, riducendo il numero totale dei denti a 36-38. Il primo
premolare (dente di lupo) è di solito assente e la sua presenza è riportata nel
20% dei cavalli. L’eruzione dei denti decidui avviene già nei primi giorni di
vita. Gli incisivi vengono definiti, partendo da quelli più rostrali, picozzi,
mediani e cantoni; i picozzi spuntano circa nella prima settimana di vita, i
mediani a circa 1-2 mesi ed i cantoni intorno ai 6-9 mesi. I premolari iniziano
tutti la loro eruzione nelle prime 2 settimane. Quando i denti permanenti
soppianteranno i decidui, questi ultimi appariranno come una capsula dentaria,
posta sopra il dente sottostante e verranno persi, tutti entro i 4 anni di vita
dell’animale.
L’eruzione
dei denti permanenti segue il seguente schema: primo incisivo 2 anni e mezzo;
secondo incisivo 3 anni e mezzo; terzo incisivo 4 anni e mezzo; dente canino
dai 4 ai 5 anni; primo premolare tra i 5 e i 6 mesi; secondo premolare 2 anni e
mezzo; terzo premolare 3 anni; quarto premolare 4 anni; primo molare 10-12
mesi; secondo molare 2 anni; terzo molare 3 anni e mezzo-4 anni.
Incisivi: Il cavallo moderno è dotato di 6 denti incisivi in ogni
mandibola e mascella, denti che si interfacciano tra loro in modo da formare un
semicerchio. La superficie di occlusione ha una profonda invaginazione
(infundibulo dentale), riempita solo parzialmente da cemento. Mentre l’incisivo
si consuma, sulla superficie masticatoria si forma un classico disegno
dell’infundibolo, circondato da un anello di smalto, poi dentina, di nuovo
smalto e infine cemento. L’osservazione dello stadio di eruzione, dell’angolo
di incidenza degli incisivi, e del consumo della tavola masticatoria vengono
utilizzate come linee guida per determinare l’età del cavallo.
Canini: Non presentano una loro forma decidua, erompono intorno ai 5
anni e sono denti semplici, senza una corona complessa. Possiamo trovarli sia a
livello mascellare che mandibolare o su una delle due arcate. Percorrendo la
bocca rostro-caudalmente, troviamo una zona priva di denti definita diastema o
barra, che termina a livello dei premolari.
Premolari
e molari: Il premolare più rostrale viene
definito dente di lupo; può non esserci, ma se presente, di solito molto
piccolo e dotato di una radice singola, può causare problemi di interferenza
con l’imboccatura dato che il morso agisce solitamente sul secondo premolare.
Spesso questo dente viene estratto con un operazione molto semplice. Una volta
completata l’eruzione i sei denti molari funzionano come una singola unità per la
masticazione del cibo. L’arcata mascellare è lievemente curvilinea e il dente
ha una superficie di occlusione quadrangolare mentre nell’arcata mandibolare i
denti hanno superfici più oblunghe e ogni arcata è diritta. L’anisognatismo
pronunciato del cavallo determina un inclinazione della tavola dentaria. La
superficie della tavola dentaria nell’arcata superiore presenta due depressioni
compatibili con l’infundibolo dei denti incisivi. Dopo un periodo di
masticazione la superficie masticatoria presenta un modello di consumo
complicato che conduce alla formazione di una lettera B. Le radici dei denti
molari sono brevi se paragonate alla lunghezza del dente. Ogni dente ha tre
radici, due laterali e una mediale. La porzione di corona che si trova imbibita
all’interno dell’alveolo si chiama corona inversa; il consumo del dente espone
gradualmente questa porzione del dente nella misura di 2 mm/anno a seguito
dell’abrasione.


ESAME
DELLA DENTATURA
Dato che
la vita del cavallo domestico differisce molto da quella del suo predecessore
selvatico, si usa eseguire dei controlli della dentatura per evitare spiacevoli
e dolorose situazioni che possono anche sfociare in patologie gravi.
Un
disturbo della dentatura e la conseguente dismasticazione,
provoca nel cavallo una serie di segni clinici, quali: inappetenza, riluttanza alla masticazione, dolore durante la
masticazione o la deglutizione, gonfiore della guancia, respiro fetido.
Riteniamo che il segno clinico classico di una problema dentale è la progressiva perdita di peso, di solito
molto rapida, associata alla perdita di boli di cibo poco masticato dalla
bocca. L’animale in conseguenza di una patologia dentale mostra molto interesse
al cibo ma evita la prensione dello stesso e può comparire una salivazione eccessiva. In alcuni casi
il proprietario riporta difficoltà nel controllo del cavallo con il morso e
atteggiamenti di intolleranza del cavallo durante il
lavoro montato, tra cui lo scuotimento del capo continuo e la riluttanza
all’esecuzione di alcuni comandi. In certi casi una patologia dentaria può
determinare una sinusite e provocare scolo nasale a seguito dell’empiema
dei seni o la tumefazione della parte inferiore della mandibola o della
facciale, spesso in seguito a infezioni apicali delle radici dentali.
L’esame
dei denti dovrebbe essere eseguito annualmente da un veterinario o da un
tecnico laico specializzato (la situazione di molti paesi europei dove vi è un
diploma apposito) a partire dai tre anni di età dell’animale, ma se questi vive
essenzialmente al pascolo generalmente si può eseguire anche ogni 2 anni, per
l’aumentato consumo dello smalto legato alla maggiore abrasione. L’esame della
cavità orale viene eseguito solitamente con l'ausilio di un apribocca e di una
fonte di luce dopo leggera sedazione, per evitare inutili stress ad un animale
non collaborativo.
Se da una
parte lo scopo delle cure dentarie, nella maggior parte dei cavalli adulti, è
di evitare il formarsi di creste dello smalto (sporgenze acuminate e
taglienti che si producono per il mancato consumo dello smalto, estremamente
duro, a livello dei denti molari, sul margine linguale dei denti mandibolari e
sul margine vestibolare dei denti mascellari), anche in giovane età è opportuno
eseguire controlli della normale alternanza dei denti decidui e definitivi per
evitare future mal-occlusioni, che comporterebbero al nostro cavallo problemi
in età adulta (dentatura a forbice, dentatura a onda e formazioni di torrette
di smalto a livello dell’ultimo molare e del primo premolare). Tra i difetti
che più spesso è opportuno identificare ed eventualmente correggere in giovane
età è il prognatismo, mentre nell’animale adulto l’esame della cavità orale
deve essere rivolto ad identificare anomalie dell’eruzione dentaria tra cui
denti soprannumerari, presenza di denti ritenuti in posizione palatale e carie
dell’infundibolo dentale del quarto premolare e del primo molare. In età
anziana è necessario prestare molta attenzione alle peridontiti e alla
correzione delle irregolarità dell’occlusione, che producono un anormale
contatto delle superfici masticatorie e la formazione di una bocca a onde, che
favorisce a sua volta la perdita precoce dei denti.
Le
creste di smalto, se non trattare possono arrivare a ferire la parte interna
della guancia o della lingua, provocando una masticazione molto dolorosa.
L’intervento veterinario prevede solitamente la regolarizzazione di queste
creste, in modo da creare un margine dentale con una superficie smussa,
evitando traumi dei tessuti molli della bocca.
A livello
degli incisivi si può intervenire sulla superficie masticatoria degli incisivi
solo nel caso vi siano eventuali malocclusioni che rendono difficile i
movimenti di lateralità della mandibola sulla mascella durante la masticazione
(diduzione).

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