chi si muove a cavallo non è sempre in sella; anche i
mongoli qualche volta scendevano a terra
chi viaggia con quadrupedi lo sa
per viaggiare si deve saper camminare
per viaggiare a cavallo non solo si deve camminare ma anche
saper condurre oltre a saper stare in sella
quando si è in maneggio gli spostamenti a piedi sono
minimi, la spalla destra del cavaliere sfiora la spalla sinistra del
cavallo, le redini salde in mano
invece quando si cammina in montagna il cavaliere diventa
conducente ponendosi davanti al cavallo per due motivi: sentieri
stretti e per sicurezza, il cavallo nei punti difficili deve mettere il piede
sull'orma lasciata dal conducente, ciò avviene quando il quadrupede acquista
fiducia nell'uomo che sta con lui

la fiducia si ottiene con la ripetizione delle cose per renderle abitudinali anziche eccezionali, osservate la tranquillità con
cui i cavalli che vedete nelle foto attraversano situazioni inconsuete, loro i
cavalli hanno : primo fiducia
nel
conducente, secondo sono arrivati gradualmente al superamento delle
difficoltà.
Mi riferisco a cavalli normali, quelli che abbiamo ora nel nostro
paese, in Afghanistan Marocco e altri paesi tutti questi, chiamiamoli,
problemi non
esistono, comunque anche qua nei nostri alpeggi estivi ho visto puledri
e
cavalli galoppare in posti dove non
sarei andato a piedi.
Il conducente- cavaliere deve sapere se la difficoltà è
superabile senza rischio per la propria cavalcatura, quando
non è accettabile non lo affronta.


L'uomo non deve aver paura, mai, e se là deve assolutamente
superarla nell'intimo per non trasmetterla
ovvio che la soglia di” rischio superabile” non è uguale per
tutti, quella ( soglia) di Walter
Bonatti può essere diversa da quella di un comune cittadino che passa l'estate
a Riccione, il segreto è di non pretendere che l'uomo di Riccione diventi
Bonatti, regola che vale come vedete per tutti anche, ovvio, per i cavalli
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